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Producciones

900 Durata 80 min.

LA MORTE DEL CIGNO / L'APRES-MIDI D'UN FAUNE / I QUATTRO TEMPERAMENTI

 

TRE CAPOLAVORI DEL BALLETTO DEL '900

PER TRE COREOGRAFI CONTEMPORANEI

 

Gioca su un duplice binario il trittico presentato dal Balletto dell’Esperia. Lo spettacolo propone infatti tre titoli entrati di diritto nella letteratura coreo-musicale moderna, sia in virtù dei compositori coinvolti (Saint-Saëns, Debussy e Hindemith), sia perché sono esemplari dell’opera dei tre principali innovatori della danza di ascendenza classica del Novecento: il pionieristico Mikhail Fokine, il radicale Vaslav Nijinsky e il riformatore George Balanchine.

Anzi a ben pensarci questa serata va intesa proprio come una dichiarazione di ‘appartenenza culturale’ proprio alla tradizione ballettistica moderna, della quale i tre autori di oggi non rifiutano, ma anzi mantengono ben chiari alcuni fondanti principi estetici, compositivi, poetici, pur procedendo con assoluta indipendenza concettuale e creativa per il proprio percorso creativo.

Nell’affrontare i tre titoli in questione Thierry Malandain, Eugenio Scigliano e Paolo Mohovich si dimostrano infatti ben consapevoli di  toccare degli archetipi del repertorio ballettistico moderno, ma intelligentemente utilizzano quel prezioso materiale linguistico e stilistico come sedimento del proprio personale lavoro.

Così Malandain riprende La Morte del Cigno, che nel 1904 rivelava tutta la forza innovativa di Fokine, pronto a scardinare le leggi formali dell’accademia per restituire alla danza una sua verità espressiva. Malandain varia la struttura solistica originale costruendo una partitura per tre danzatrici. Il tema è sempre quello del trapasso, ma qui il lirismo languido del primo Novecento diventa più ponderoso, il corpo si eleva per pochi istanti e piuttosto tende a terra, selvatico più che elegiaco, anche se i gesti nervosi e atletici delle interpreti si intessono con citazioni esplicite, braccia alari, arabesque ‘cantanti’ che rimandano all’icona del ‘cigno’.

Anche nell’Apres-midi d’un Faune Eugenio Scigliano ricorda in alcuni rimandi coreografici il Fauno nijinskiano, ma soprattutto traduce l’implicita carica erotica dell’originale in un’interpretazione fuor di metafora, anche se garbatamente calata in un’atmosfera onirica. Qui un giovane prende coscienza della propria sessualità attraverso il simbolico incontro con una figura mitica, il Fauno, la cui ambivalenza umano-ferina consente all’autore di esplorare la fisicità maschile dandole allo stesso tempo una dinamica atletica e sensuale, vigorosa ma languida.

A chiusura Mohovich ne I quattro temperamenti inventa una danza concertante per tutto l’ensemble, dove l’apparizione delle punte e alcune pose inconfondibili omaggiano Balanchine, che con questo titolo impresse un’innovazione irreversibile all’idioma ballettistico. Il nuovo autore pensa alla lezione balanchiniana nella dialettica serrata con la cangiante partitura di Hindemith, chiamata a delineare i quattro umori della filosofia medievale: malinconico, sanguigno, flemmatico e collerico. La danza si innerva di tensioni, contrasti, morbidezze, languori, ma mantiene limpidezza di linee e di attacco e soprattutto attenzione alla bellezza rasserenatrice del movimento. La freschezza e la delicatezza, tipiche dello stile di Mohovich, si colorano qua e là di accenti più ispidi e aguzzi, ma tutto trova infine il perfetto equilibrio di forme e di suoni, incancellabile eredità della tradizione. Silvia Poletti

FIMATO: La morte del Cigno http://www.youtube.com/watch?v=HPwFBu96uiM

X GALA Durata 90 min.

Spettacolo per i 10 del BdE

Il galà per i 10 anni del Balletto dell’Esperia è un punto d’arrivo, ma anche di partenza dopo diecianni di ininterrotta attività a livello nazionale e internazionale in cui la compagnia è stata il principale strumento di lavoro del suo direttore e coreografo Paolo Mohovich. Si è arricchita inoltre delle creazioni esclusive di affermati coreografi italiani e stranieri come Eugenio Scigliano, Laura Corradi, Hervé Costa, Sara Sanguino, Inma Rubio, Gustavo Ramírez e di lavori di importanti coreografi internazionali come William Forsythe e prossimamente Jacopo Godani e Thierry Malandain.

 Programma

Estratti da:

DANZA SULLA PELLE DEL TORO (2003)

coproduzione Festival internazionale Invito alla Danza con la collaborazione dell’Ambasciata di Spagna in Italia.

Coreografie: Paolo Mohovich

Musiche: Manuel  De Falla, Estrella Morente, Martirio

Costumi: Jorge Gallardo

Luci: Sergio Rissone

7 DANZE LORCHIANE (1999)

coproduzione Balletto dell’Esperia-Centre Coreogràfic Comunitat Valenciana

Coreografia: Paolo Mohovich

Musica: popolari spagnole riprese da Federico Garcia lorca, interpretate da Paco de Lucia

Costumi: Paco Salabert

MOZART/AQVA (2006)

Coproduzione Balletto dell’Esperia-Fondazione Teatro Piemonte Europa

Coreografia, luci e costumi: Paolo Mohovich

Musiche: W. A. Mozart e suoni acquatici rielaborati da Giuseppe Zambon

MORT DU CYGNE

Coreografia : Thierry Malandain

Musica: Camille de Saint Säens

Costumi: Jorge Gallardo

Luci: Jean Claude Asquié

TRASPARENZA

Coreografia e Luci: Inma Rubio

Musica: John Zorn

Costumi: Germana Landolfi

SUBLIMINAL INSTANT

Coreografia, luci e costumi: Jacopo Godani

Musica: 41 nord

DISTILLATE MANOVRE (2002)

Coreografia: Paolo Mohovich

Musica: R.E.M.

Costumi: Germana Landolfi

Luci: Sergio Rissone, Paolo Mohovich

 

SPAZIO OSPITI

Elisabet Ros (Béjart Ballet Lausanne)

XL  Coreografia di Paolo Mohovich

Amancio González e Jone Sanmartín (The Forsythe Company)

FIRSTEXT  Coreografia di William Forsythe

Gustavo Ramírez (Nederlands Dans Theatre/Proyecto Titoyaya)

ASSOLO Coreografia di Gustavo Ramírez

Lisa Martini e Vittorio Bertolli (Aterballetto)

WAM  Coreografia di Mauro Bigonzetti

BEETHOVEN SIZES Durata 90 min.

Due visioni di Beethoven

Gagliardamente affrontato nel 1908 da Isadora Duncan, che ne danzò La Settima Sinfonia, Ludwig van Beethoven è diventato nel Novecento compagno di avventure coreografiche spesso coraggiose, avviate anche grazie all’afflato titanico-eroico della sua opera sinfonica. Si pensi, per citare solo alcuni, a La Grandezza dell’Universo, audace esperimento di Tanz-Symphonie avviato nel 1923 in Unione Sovietica di Fiodor Lopukhov sulla Quarta Sinfonia e alla Settima che Leonide Massine trasformò in un balletto sinfonico (1938), o all’esaltazione dell’umanità fatta da Béjart con la IX Symphonie (1964).

Da molti autori altrettanta attenzione è stata rivolta alla sua produzione cameristica, rivelatrice della capacità di uno sguardo introspettivo, e traduttrice delle  trepidazioni di un animo irrequieto. Così da Ruth Saint Denis a Limon, dalla Cullberg a van Manen, una teoria di coreografi di poetiche diverse, ma con la medesima necessità espressiva si è affidata al Beethoven più intimo per realizzare opere di danza dal tocco evocativo.

Giocando anch’esso sul doppio registro dell’opera di Beethoven, il Balletto dell’Esperia affianca dunque Sonate a Sinfonia e lascia che due autori ‘leggano’ attraverso la propria sensibilità quello che Ludwig suggerisce loro.

Gustavo Ramirez in Caliban sceglie alcune Sonate per pianoforte e violoncello per evocare, attraverso la figura del mostruoso schiavo della Tempesta di Shakespeare, il tormento per la propria condizione di reietto, il desiderio di libertà e la finale rassegnazione imposta dal suo  destino.  E lo fa attraverso tre danzatori, facce diverse di una personalità complessa, che si affidano all’energia e alla forza di un linguaggio plastico vibrante di intensità emotiva,  pur senza prescindere mai da un’accuratezza formale derivata da una chiara fonte classica.

Ne Il prato di Ludwig Paolo Mohovich sposa lo spirito della Pastorale, nella quale, come scrive Massimo Mila, Beethoven “partendo da un semplice sentimento di ristoro del cittadino che s’abbandona alle delizie della campagna, perviene ad afferrare il senso del divino che nella natura vive.” E così il coreografo immagina inizialmente un’ ambientazione campestre: giochi amorosi su un prato d’estate, che si dipanano tra scherzi, momenti di intimità, divertimento collettivo, farfalle che volano e fiori da cogliere. Lentamente però i danzatori si trasformano in altro, in creature dei boschi. La suggestione è forte: in questi esseri - forse dei cervi - è chiaro il rimando all’idea panteistica di comunione assoluta tra uomo e natura: ideale esaltato dal pensiero romantico abbracciato da Beethoven, ma che, malinconicamente, il coreografo frantuma con disincanto, ricordando come gli uomini spesso rompano gli equilibri naturali. Mohovich racconta il suo apologo attraverso una danza ariosa e piena di grazia, in cui il movimento puro racconta le emozioni e le ascendenze neoclassiche arricchiscono il fraseggio di danza, scivolando e punteggiando i legati di linee purissime, giri scattanti e piccoli salti vivaci, che accentuano la musicalità e la freschezza dei danzatori e rispondono con delicata pertinenza alle intenzioni poetiche di Ludwig, in quest’opera almeno momentaneamente fermato a cercare quiete e bellezza nel mondo circostante. (Silvia Poletti)

FIMATO: Il prato di Ludwig http://www.youtube.com/watch?v=en7Q8SFxYj0

OH DOLCI GIARDINI Durata 80 min.

Innaugurazione Fontada dei Quattro Fiumi, Castello di Aglié

OH DOLCI GIARDINI
Coproduzione Regione Piemonte, Fondazione Teatro Piemonte Europa. In collaborazione con la Sovrintendenza per i Beni Culturali.
L'incontro tra la vita di Corte e la campagna. La forte attrazione reciproca tra due mondi vicini e opposti.Il gioco sensuale fugace e onirico in una notte d'estate.
"Oh dolci giardini" vuol essere un'omaggio alle delizie, aglia angoli segreti e misteriosi delle residenze reali a contatto con la natura.
Uno sguardo sui modi e la danze di corte,contrapposte al mondo naturale nel quale la Corte si impone con costumi, architetture e schemi di vita prestabiliti, che vengono per una volta in qualche modo scardinati dagli impulsi naturali dell'ambiente circostante presente proprio dietro a quelle mura...
La serata viene completata dal balletto "Ombra mai fu", coprodotto dalla Regione Piemonte in collaborazione con l'Ente Teatrale Italiano.
Ombra mai fu è uno studio sulle dinamiche e sulle forme della natura applicate all'uomo e in questo caso sposa una danza formalista di matrice accademica ad un'estetica ispiratatra l'altro al mondo vegetale e agli insetti. Dopo un quadro iniziale, ritratto di un mondo meccanizzato, trova pienamente sfogo, una sorta di divertissement barocco in cui ritroviamo nuovamente l'importanza dell'elemento naturale.

    MOZART/AQVA Durata 48 min.

    Recordando el 250 aniversario del genio de Salsburgo, Paolo Mohovich ha cerado una coreografía que se inspira en la afinidad entre el elemento acuático y la ligereza casi natural de las partituras mozartianas, dando vida a un ballet que quiere jugar con la contraposición entre apolíneo e idionisíaco, entre las formas de la naturaleza y búsqueda arquitectónica de la música barroca.

    Dos mundos que no se repelen sino que se convierten, casi como en un suspiro, en consecuencia uno de otro.

    IL VIAGGIO DI SMILLA / WHEN WATER WHISPERS Durata 100 min.

    Coproducción Balletto dell’Esperia / Festival Torinodanza / Regione Piemonte

    El espectáculo es un homenaje a la cultura nórdica. Cultura que hace referencia a un área de la tierra casi desconocida, misteriosa, envuelta en el hielo, llena de poesía. Un ambiente hostil pero fascinante al mismo tiempo por sus paisajes, a los cuales se contrapone una interioridad casi espiritual, en la que el ser humano está obligado a refugiarse. Teniendo en cuenta estas premisas el espectáculo se divide en dos partes; dos visiones distintas, diferentes motivos de inspiración, dos estilos personales, dos escuelas, en definitiva dos obras de coreógrafos de talla internacional, Inma Rubio y Paolo Mohovich, ambos interesados en un tema común: el mundo del hielo.

    El ballet WHEN WATER WHISPERS es abstracto, inspirado en los movimientos acuáticos, en la ósmosis del agua en el hielo, equiparados a un mundo interior, a los sentimientos que forman parte de la vida diaria. De este modo en el ballet de Inma Rubio, acompañado por la música del islandés Johanssonn, una inquietante actividad física será la protagonista para contar las relaciones entre el elemento acuático y el sentir humano.

    En cuanto a la pieza de Paolo Mohovich, EL VIAJE DE SMILLA, el elemento narrativo es el protagonista de un espetáculo total, que une imágenes, danza y texto. En definitiva el ballet habla del mundo interior de Smilla a través de escenas no escritas.

    CORPI D'ANIMA
    Trittico di coreografi italiani Durata 120 min.

    Coproducción Balletto dell'Esperia, Festival Abano Danza y Festival Vignaledanza

    El tríptico Corpi d’anima evidencia la versatilidad de los intérpretes a través de tres modos diferentes de concebir la coreografía; teniendo en cuenta como objetivo el resultado escénico o el proceso creativo como método en sí. Un abanico de estilos que va del teatro danza ligado a la danza contemporánea más pura, hasta el neoclásico que privilegia el movimento, la plasticidad, pero también la importancia mínimo gesto.

    Tres coreógrafos italianos, con una importante experiencia a nivel internacional, nos ofrecen su visión sobre el mundo de las relaciones humanas con un común denominador: la musicalidad.

    BUTTERFLY, anima di seta Durata 70 min.

    Ballet en un acto y once cuadros, inspirado en la novela de John Lutter Long y la ópera de Giacomo Puccini

    Coreografía: Paolo Mohovich

    Dirección: Paolo Mohovich y Jorge Gallardo

    Música: Riuychi Sakamoto, Giacomo Puccini, tradicional japonesa.

    Escenografía y vestuario: Jorge Gallardo